venerdì 1 agosto 2008

Spie

Ieri sera sono uscita con delle spie britanniche.

Uno e' il ragazzo di Tina. Un uomo sui quaranta, occhi azzurri freddi e acuti, capelli rapati a zero. Come quelli del suo amico di vent'anni più vecchio di lui. E quelli di tutti gli altri colleghi che ci ha presentato. Hanno tutti lavorato nell'esercito, in un modo o nell'altro. Sono accompagnati da qualche ragazza locale. Quando gli chiedi che lavoro facciano rispondono con battute fumose. Poi ti danno la versione ufficiale. Law enforcement. "Lavoriamo con la polizia, gli facciamo dei training, gli insegnamo come si lavora. Mettiamo a loro disposizione l'esperienza dell'Inghilterra". Non dicono chi li paga. Alle mie domande precise rispondono con un sorriso, forse cpiscono che che leggo fra le righe. "Lavoriamo per un'organizzazione inglese". Ma certo, signori. Un'organizzazione inglese, che manda quaranta ex-ufficiali e affini a fare training alla polizia di Trinidad e Tobago, così per fare un favore. Proprio a Trinidad dove passano le maggiori direttrici di traffico di droga del mondo. E di armi. E di donne. Sono quasi sfacciati.

Ma in fondo non è la prima volta. Anche a Bruxelles avevo incontrato qualche spia, me l'aveva segnalata il mio capo. Praticamente si presentano come tali, non ne fanno un gran mistero. Sono in giro con qualche lavoro di copertura a raccogliere informazioni. La maggior parte delle informazioni sono accessibili, basta fare le domande giuste alle persone che sanno le cose. E' un lavoro di pazienza. Deve pure essere di brutto divertente.

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